giovedì 15 luglio 2010

DAY 14-15 domamoma.

Il mio piano malefico di raggiungere una spiaggia nel mio day off per acquisire un colore umano e liberarmi della pelle cittadina color mascarpone minestra è fallito miseramente causa bufera.Qui ogni volta che il tempo cambia sembra essere the day after tomorrow..

In compenso ieri mini fuga a long island,dove Edo mi è venuto a prendere alla stazione con la super macchina nuova formato famiglia che ci accompagnerà nelle nostre scorribande quest estate.
Dopodichè ci siamo concessi un film altamente culturale(..) e un'esperienza gastronomica anche qui di alto livello,nel regno del margaritas..Chili's!Al che abbiamo realizzato il perchè per loro noi siamo Eduardo e Margarita.Mi è ancora un mistero perchè per gli americani è inevitabile il malato collegamento mentale tra messicani e italiani..cmq..
nel viaggio verso Long Island in direzione Ronkonkoma(giuro,non sto scherzando) sono riuscita a vedere la città sotto un altro punto di vista;quello di un finestrino con una goccia di pittura spray per murales sopra. Una distesa di case una sopra l'altra si rincorrono sotto le rotaie mentre passiamo,alternandosi a fabbriche e vecchie scritte pubblicitarie dipinte su muri di mattoni consumati.I bambini corrono per i blocks tra mucchi di pattume e le vecchiette chiacchierano in portici arrangiati con lamiere a modi tetto fuori da piccoli prefabbricati colorati.Ogni cosa ha un sapore diverso,un colore diverso da Manhattan.I giganti di cristallo spariscono,le strade si allargano,le luci diminuiscono.Il treno rallenta alla stazione Jamaica,con un rumore sordo,attutito dalle rotaie,quasi come quello di un cuore sempre più lontano che pompa il sangue fino alle arterie periferiche della città.

Stamattina invece ho deciso di perdermi come mi piace fare per conoscere qualcosa che non conosco.Alla fine il mio girovagare senza meta mi ha portato invece a qualcosa che conoscevo molto bene.
Dopo aver sbagliato 3 volte fermata di metropolitana(e dopo aver felicemente constatato che in essa risiede un minimondo animale costituito di topi e scarafaggi che tranquillamente si aggirano tra banchine e rotaie)sono sbucata nel Village.
Ad accogliermi Marc(Jacobs)e una calca di gente fuori dalla Magnolia Bakery.
In questa parte della città il plexiglass e l'acciaio sono sostituiti da mattoni e piccole finestre collegate tra loro da scale esterne.Il ritmo non è frenetico e sembra eternamente domenica passeggiando sotto gli alberi tra vetrine etniche e ristoranti.Un sacco di vetrine interessanti.."Ma va..carina questa borsetta di pelle..." Alzo lo sguardo "The Pleasure Chest"-ovvero un sexy shop gay.Quella non era decisamente una borsetta. A quel punto mi do uno sguardo intorno e mi rendo conto che sono circondata da ombrelli e scritte arcobaleno,oltre che da poster pubblicitari di palestre dove bodybuilder in perizoma si abbracciano. Quando pi mi cadono gli occhi sulla vetrina di American Apparel che mostra un paio di mutande con la scritta "LEGALIZE GAY" mi rendo conto che forse,il mio principe azzurro non lo troverò qui.

Continuo a camminare e cedo alla tentazione ipercalorica di una cupcake(no ok erano due) della magnolia Bakery.Okforse la cosa più buona del mondo,ma dovrebbero regalarti insieme alla glassa anche un abbonamento in palestra per sei mesi..
ad un certo punto giro in una via a caso e mi ritrovo davanti a una mia vecchia conoscenza.il Doma.Ok,per chi non ha mai letto un libro di Fabio Volo,e pensa che quest ultimo sia uno scrittore insulso,forse risulterà indifferente,ma per me è stato come incontrare Frodo se sei fan del signore degli anelli.
Nonho saputo resistere e sono entrata.Non lo so la stra sensazione di sapere che anni prima qualcuno veniva sempre a sedersi qui nei week end,e ci ha pure scritto uno dei miei libri preferiti,mi ha fatto sentire a casa.Mi sono seduta con un caffè osservando questo luogo ritrovo casuale,dove i clienti condividono tavoli in legno vecchio bevendo cappuccino e la colonna sonora è un rumore che mischia almeno 5 lingue diverse oltre che il rumore dei tasti dei laptop.
Amo questo angolo di mondo.L'odore di libri,caffè e le briciole di muffin sul bancone,con quella piccola finestra ad angolo che rimane un occhio sul via vai di Bleecker.

Una volta tornata a casa mi convinco che è giunto il momento culturale della settimana.Andrò al Moma.Tutta convinta riprendo la metro verso la quinta strada,quando accidentalmente vengo distratta dagli ultimi saldi di Gap e mi ritrovo a girare per la quinta sacchetto alla mano.Si sono fate le 5 e mezza.Forse per il moma è tardi.Tanto c'è ancora un mese...no?
Opto per Central Park.Ottima scelta.
E' un po' come staccare dal mondo.Dall'irriverente via vai di una città che non dorme e non si sveglia mai.
Raccolgo gli ultimi raggi di luce seduta sotto un albero.
Se chiudo gli occhi posso far finta di essere in spiaggia.Almeno per oggi.

icecreamgirl

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