venerdì 23 luglio 2010

DAY 22 (o 23) if airplanes were shooting stars.

Bisogna ammettere che però gli americani sono avanti,molto più avanti di noi.

Per esempio loro sono così avanti,che non si fermano mai alla size “small” delle coppette gelato,partono a considerare la coppetta dalla large e ti chiedono se l’extralarge non sia una “medium”.
Talmente avanti che stamattina mi sono svegliata,ho acceso la tv e alle 9 del mattino c’era Grunge II su fox,perché loro sono così avanti che i film dell’orrore li mettono la mattina e non la sera.
Sono così avanti che pur non essendo stati influenzati in alcun modo dalla civiltà egizia,minoica e greco-romana sono miracolosamente entrati in possesso di molti più reperti antichi di noi(culla della cultura antica),e la loro sezione egizia del Metropolitan Museum fa invidia a quella del Cairo per non dire che il museo egizio di Torino gli fa una pippa..
Sono più avanti di noi anche nelle organizzazioni delle spiaggie..infatti sul lungo mare trovi solo baracchini che ti vendono “hamburger e hotdog da passeggio” che in effetti sono l’ideale per chi va in spiaggia con 40° e fa il bagno nell’acqua ghiacciata dell oceano..
Insomma più sto qui più mi sembra di essere in un altro mondo.Ed è un mondo che mi piace da morire.
A parte tutto ieri il Met è stato spettacolare(no,non vi sto raccontando nessuna avventura con un certo Matthew,mi riferivo al museo..).E’ uno di quei posti mistici dove perderci i giorni e trovare sempre un immensa pace in mezzo a una folla urlante e illuminata di flash,grazie ai colori di un Gaughin o il volto di una scultura del Bartolini.E in un passo ti ritrovi a Parigi a osservare una lezione di danza di Degas,piuttosto che proiettata negli anni ’60 sotto un enorme Mao di Warhol,o nella 12esima dinastia dei faraoni egizi intrappolata dentro una cupola di vetro che da su central park.
Non lo so è qualcosa di talmente grande,ma non in senso fisico,nel senso che racchiude un immenso arco di tempo e un immensità di patrimonio culturale mondiale.Sotto i passi di ciabatte di turisti che si appiccicano al marmo ripenso al concetto dell’estetismo per eccellenza-,l’ho sempre considerata una cazzata,ma forse è vero che la bellezza eleva l’anima. (vi starete preoccupando ma no, nel negozio di souvenirs non vendevano droghe sintetiche ,è un ispirazione che mi è venuta da sola.)

Dopo una mattinata culturale ho raggiunto Edo a Long Island e la sera sono tornata dopo cena;anche qui ho potuto constatare l’avanguardia americana..se torni in treno a mezzanotte a casa,alla stazione hai la possibilità di acquistare pizza,tacos,muffin e gelati 24 h su 24. Non ho resistito.”Slice of cheese pizza please” Pizza Hut. Ragazzi altro che Boschetto al paninaro alle 4 del mattino…

Svegliata presto oggi con già la testa in spiaggia spalanco le finestre(è un modo di dire..sono al 16 piano non le spalancherei neanche se potessi..) tutta gasata sto per pregustarmi il ma….piove.PIOVE.Cioè fa bello con 40° per 6 giorni la settimana e il mio unico day off piove?!?!
Non me ne frega niente,metto le infradito(tanto i piedi si bagnano cmq prima o dopo..),faccio la borsa e vado in missione.Dopo aver sbagliato connessione mi ritrovo per caso e per fortuna a prendere la metro giusta.Linea B direzione Brighton Beach. Mentre ci allontaniamo da Manhattan salgono sempre più pendolari alle stazioni periferiche;sale una mamma con una bambina piccola di colore.Lei porta la divisa,penso stia andando al lavoro,la bambina è appena uscita da scuola,ha la divisa pure lei.Ha mille treccine che le cadono sugli occhi e dondola i piedi dal sedile troppo alto.La mamma le passa un cartone imballato di stagnola e appena lo scoperchia emana un odore allucinante di salsa sadiocosa.La bambina inizia a mangiare pollo e broccoli inzuppati di salsa rossa e si macchia.La madre si arrabbia.Sarà l’unica divisa che ha.Mangiano il loro pranzo e in 5 minuti hanno finito.La bimba cerca d concetrarsi sulla strada ma ad un certo punto la testa inizia a ciondolare e la mamma la fa sdraiare e dormire sulle sue gambe,mentre lei con aria sconsolata guarda fuori. Oddio siamo fuori.
La metro è uscita alla luce.Siamo sopra il ponte di Brooklyn.E’ stupendo.
La pioggia fortissima ci viene contro ma non ci arrendiamo.Un ora dopo leggo finalmente la stazione di arrivo.
Qui la pioggia non è arrivata.Ma nemmeno il sole.Inizio a camminare per un altro mondo.Negozi di emigrati russi e polacchi,deli a non finire,manicure,calzolai,parrucchieri,case di mattoni tutte uguali..
giro in una via e poi finalmente lo vedo.E’ davanti a me
e abbraccia tutti i miei occhi.
E’ grigio perché non c’è luce ne brutto tempo.E inghiotte un infinita lingua di sabbia che gli viene incontro.
L’Oceano.

icecreamgirl

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